Emicrania - profilassi farmacologica?

Ho un problema che attanaglia la mia vita da circa 5 anni, via via sempre peggiorando. Soffro di emicrania (senza aura, perlomeno così mi è stata diagnosticata).
Ho 25 anni e ne soffro da quando ne avevo 20. I miei attacchi negli anni sono peggiorati, specialmente negli ultimi due, ora ho vari attacchi in un mese. Prima i mal di testa li curavo bene con i normali analgesici, adesso invece gli attacchi durano almeno due giorni, vengono la maggior parte tra il venerdì e il lunedì (fine settimana) e di notte mentre dormo. L'attacco prende tutta una parte della testa o sinistra o destra (quasi sempre sinistra), inizia all'improvviso a pulsare la tempia, dietro l'orecchio, poi si diffonde all'occhio fino dietro al collo. Non mi dà mai segni di avvertimento (aura), quando viene viene senza preavviso! Faccio la RM, che risulta negativa. Poi consulto un neurologo che mi prescrive il topamax ma che poi ho interrotto dopo 2 settimane di trattamento perché tremavo come una foglia. E' un farmaco valido? Adesso la mia unica salvezza sono i triptani (Maxalt) ma spesso non bastano... Ho sentito parlare dei betabloccanti, cosa sono?

Risposta:

Con crisi plurimensili è consigliabile una farmacoprofilassi. Il topiramato (Topamax) è efficace, ma alcune persone non lo tollerano (oppure viene iniziato a dosaggi troppo alti, in modo non graduale). Ci sono varie altre opzioni, tra cui i betabloccanti come metoprololo o propranololo (Inderal), spesso efficaci, specie in persone giovani e con meno effetti collaterali. Poi ci sono altri farmaci usati anche come anticonvulsivi (acido valproico, gabapentin), la flunarizina e gli antidepressivi triciclici come l'amitriptilina - una serie die possibili scelte perciò che possono essere usate, sempre considerando la situazione individuale della persona e i possibili effetti collaterali. L'assunzione troppo frequente di triptanici come il Maxalt, ma anche di altri analgesici o antiinfiammatori, spesso peggiora la situazione per l'insorgenza di una cefalea di rimbalzo. Bisogna perciò come primo obiettivo impostare una farmacoprofilassi efficace, in molti casi con risultati gratificanti.
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