Emicrania con deficit neurologici

Ho una figlia di 15 anni che da tre mesi ha problemi. Prima di addormentarsi mi dice che ha difficoltà a leggere e comprendere un sms mandatole da un’amica, le dico che forse è un po’ di stanchezza dovuta all'uso del cellulare.
La mattina appena sveglia mi dice di nuovo la stessa cosa, le dò poca importanza anche questa volta e la porto a scuola. Mi chiama dopo un paio d’ore e mi dice che non riusciva né a leggere e né a scrivere, che non riusciva a riconoscere le lettere alfabetiche (le chiamava “segni”) e non riusciva a comprendere il senso delle parole. Vado a prenderla, noto che ha difficoltà a camminare, dice di sentirsi male, che ha formicolio agli arti. Andiamo in ospedale, le fanno subito esami del sangue e tac al cervello. Nel frattempo scoppia anche il mal di testa e le riscontrano assenza di sensibilità agli arti. Arriva una neurologa e dopo averla visitata e ascoltata mi dicono di ricoverarla per ulteriori accertamenti e che la probabile diagnosi è l’emicrania con aura (tac ed esami del sangue negativi). Dopo un ricovero durato dieci giorni, durante i quali ha avuto episodi emicranici con parestesia e formicolii che regredivano a volte senza tachipirina (effettuati in tale periodo angio-Rm cerebrale, ecoencefalo, elettrocardiogramma, tutti negativi), è stata dimessa con diagnosi di emicrania e visita programmata al centro cefalee dello stesso ospedale.

Da lì un vero calvario. Dopo altri episodi emicranici con assenza di sensibilità degli arti inferiori per ore, le hanno prescritto come profilassi il pineal. In questo periodo è stata quasi sempre a casa, ma poi è tornata a scuola. E da lì di nuovo mi chiamano per dirmi che mia figlia stava male e stava arrivando l’ambulanza. Era stessa su una panca, fredda e apparentemente priva di vita. Le hanno somministrato il topradol insieme a un sedativo e dopo, pur se debole, si è ripresa e l’abbiamo riportata a casa (il dottore del 118 mi ha parlato di emicrania con aura). Portata dopo due giorni da una neurologa, le è stato prescritto il laroxil con diagnosi di emicrania comune. Altri attacchi emicranici durante il mese, anche una settimana con febbre (tra l’altro, sonno esagerato e aumento peso).

Torna a scuola e di nuovo mi richiamano perché sta male. Arrivo a scuola, mia figlia era di nuovo un pezzo di ghiaccio inerme. Riportata a casa, dopo un’oretta scarsa riparlava, scomparso il mal di testa, ancora insensibilità agli arti inferiori. Stesso episodio due settimane dopo. Altri 3/4 episodi di emicrania con aura, finché qualche giorno dopo di nuovo attacco fortissimo e insensibilità totale delle gambe per un paio d’ore. Portata in ospedale, ha effettuato solo esami del sangue ed è stata dimessa con diagnosi di emicrania con aura, senza aura e disturbo somatoforme (pensano che tutti i sintomi che ha facciano parte del quadro dell'aura, ma che il fatto che la spossatezza e la debolezza degli arti durino per due ore e in un paio di casi fino a sera sia solo una conseguenza psicologica dovuto allo stress dell’attacco emicranico; io sono un po’ scettica).

Ora sta prendendo il Topamax: i primi tre giorni 25 mg e dal quarto giorno 25 di mattina e 25 di sera. Effetti collaterali: a volte nervosismo, formicolio ai piedi e mangia pochissimo. In due settimane ha avuto un paio di emicranie passeggere. A tutt’oggi però soffre di attacchi emicranici con aura molto forti tutti i giorni e sta prendendo quasi tutti i giorni Brufen 400 per mitigarli. Da tre giorni accusa di nuovo insensibilità agli arti inferiori per un paio d’ore dopo la fine. Ho chiamato il neurologo che la sta seguendo e mi ha detto che in questo periodo dell’anno (febbraio) gli attacchi emicranici sono più frequenti.

I sintomi che mia figlia accusa spesso prima dell’attacco emicranico sono: afasia, incomprensione delle parole, assenza di voce, disturbo del linguaggio, formicolio e semiparesi del lato destro (il lato sinistro ha poca sensibilità). Riesce solo a lamentarsi, debolezza e spossatezza, prima dell’emicrania è irascibile e a volte ha sete e fame. Mi ha riferito che nei 4/5 casi in cui appariva inerme lei sentiva, pur non comprendendo il significato delle parole, era cosciente, e mi ha detto che l’emicrania è spesso insopportabile. Sto cercando di farle fare una vita più normale possibile. È una ragazza tranquilla, brava a scuola, anche se sta risentendo di questa situazione e teme l’arrivo dell’emicrania. Tenendo un diario ho potuto constatare che gli attacchi violenti e consecutivi accadono sempre la decina di giorni che precedono il ciclo mestruale. Cosa posso fare per aiutarla? C’è qualche centro a cui posso rivolgermi? La diagnosi è giusta?

Risposta:

È tutto corretto così come le hanno spiegato i colleghi ed è sicuramente emicrania con aura. Le aure includono anche difficoltà della parola e insicurezza della deambulazione e sensazione di arti pesanti. Se legge sul mio sito le domande e le risposte sia riguardanti l'emicrania con aura, sia riguardanti l'emicrania basilare riconoscerà quelli di sua figlia tra i vari sintomi descritti. Topamax va bene, ci sono anche varie altre opzioni di prevenzione, bisogna trovare una terapia individuale, possibilmente senza effetti collaterali. Intanto può stare tranquilla, sono sintomi che suscitano sempre preoccupazione, ma non pericolosi.
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