Emicrania e intolleranze alimentari e al glutine

Sono una donna di 45 anni. Da oltre 10 anni soffro di emicrania. L’insorgere di questo problema è avvenuto dopo un paio d’anni dalla mia seconda gravidanza e in concomitanza con un disturbo gastrointestinale. Da qui è iniziata la mia via crucis.
Inizialmente compariva poche volte al mese e lo consideravo un normale “mal di testa”. In seguito i disturbi sono aumentati per intensità e per quantità sino a diventare quotidiani. Ho cominciato a fare tutte le indagini e gli esami che via via mi venivano consigliati dai medici che consultavo, dal punto di vista ginecologico, endocrinologico, odontoiatrico, TAC, risonanza magnetica, ECG, elettroencefalogramma, Holter pressorio delle 24 ore, ecodoppler vari… tutto risultava sempre nella norma.

Mi sono rivolta a diversi centri cefalee. Nel primo, dopo aver esaminato la situazione hanno diagnosticato emicrania senza aura, mi hanno prescritto di tutto e di più: dal Gradient al Laroxyl, lo Xanax, Depakin Chrono, Almotrex e per gli attacchi Rizaliv e Rizatriptan.

Non avendo ottenuto risultati mi sono rivolta a un altro centro cefalee. Dopo diverse cure (Inderal graduale, Fluxarten mite, Frontal e Almotrex al bisogno), mi è stato consigliato un ricovero per “disintossicarmi” dall’abuso di farmaci che ormai veniva considerato la causa del mio mal di testa.
Dopo 10 giorni di quest’esperienza traumatica sono stata dimessa con la prescrizione di Anafranil e Auradol o Imigran al bisogno.

Il mio benessere è durato 10 giorni, dopodiché tutto è tornato come prima. In seguito ho tentato strade alternative (Fiori di Bach, riflessologia plantare, magnetoterapia, agopuntura, osteopatia), senza gran successo e non abbandonando perciò mai le cure tradizionali che mi erano state prescritte.
Nel 2006 ho avuto il mio terzo figlio, nel dicembre 2006 mi sono rivolta ad una specialista che in quel periodo lavorava al centro cefalee del presidio ospedaliero della mia città. Per la prima volta mi sono sentita compresa realmente della mia difficoltà. La cura prescritta consisteva nel Topamax, non ho avuto subito dei risultati ma nel mese di febbraio mi sono rivolta ad una nutrizionista che sottoponendomi a delle analisi ha riscontrato una serie di intolleranze alimentari. Nel corso della mia vita avevo avuto già altre manifestazioni che potevano far supporre dei problemi di allergie e intolleranze, oltre al fatto che all’età di trent’anni ho scoperto di essere allergica alle graminacee.

Ho eliminato tutti gli alimenti ai quali ero risultata essere intollerante, ma l’emicrania è continuata.  Sono stata bene per un anno poi, di nuovo con una terapia con Topamax, dopodiché la dottoressa ha cominciato a farmi diminuire la dose di Topamax fino ad eliminarlo.

Da quel momento gli attacchi pian piano sono ricominciati, sono tornata dalla dottoressa che mi ha riprescritto il Topamax ma questa volta non ha più funzionato. Ho riprovato a fare i test per le allergie e ne sono risultate altre. Ho cambiato di nuovo la mia alimentazione, ho fatto un test sul DNA dal quale è risultato che sono intollerante al lattosio e al nichel. Nel frattempo gli attacchi si sono intensificati e sono arrivata a prendere due pastiglie di Imigran al giorno per cui mi è stato consigliato un nuovo ricovero per “disintossicarmi”.

Questa volta ho avuto un’esperienza positiva. Mi è stato prescritto alla dimissione Auradol al posto di Imigran e il solito Topamax, che continuo ad assumere. Sono stata bene durante il trattamento e nella settimana successiva al ricovero, dopodiché tutto è tornato come prima. Io contavo molto su questo ricovero perché mi era stato assicurato che dopo il trattamento avrei avuto due o tre attacchi al mese. Io penso che in tutta questa vicenda ci sia una concomitanza di fattori, tra cui anche quello delle allergie o intolleranze, che l’equilibrio tra questi fattori non sia stato valutato fino in fondo. Se c’è qualcuno che mi può aiutare, prego di contattarmi perché sono sull’orlo della disperazione.

Risposta:

L’unica intolleranza sicuramente associata all'emicrania è l'intolleranza al glutine, tutto il resto sono supposizioni mai dimostrate. Nel caso di un’intolleranza al glutine una dieta priva di glutine può far scomparire l’emicrania. Nel suo caso bisognerebbe cercare di ottimizzare la profilassi, Il Topamax (topiramato) è un farmaco molto efficace in chi funziona e sicuramente una buona base, eventualmente si potrebbe aggiungere un secondo farmaco preventivo, ad es. un beta-bloccante (sono spesso trascurati i beta-bloccanti, ma spesso efficaci anche a dosaggi bassi). Le farmacoprofilassi devono essere individualizzate finchè funzionino in modo continuativo e possibilmente senza effetti collaterali. Vanno poi ridotti al minimo i triptani e tutti gli analgesici. Come lei stessa ha vissuto, approcci di ‘medicina alternativa’, con eccezione di qualche effetto temporaneo dell’agopuntura, sono completamente inutili in quanto l’emicrania è dovuta ad un’ipereccitabilitò neuronale su base genetica e questa non sparisce con qualche manovra di un osteopata.
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