Emicrania parossistica

Ho sofferto di emicrania classica dai 12 anni in poi, direi dalla pubertà (sono donna). Senza aura, ma in modo molto "comune", direi: crisi prima settimanali (il sabato, quasi sempre) poi sempre più ravvicinate. All'età di 22 anni, poi, le crisi sono cambiate.
All'inizio, una fitta ogni tanto dietro l'occhio, via via peggiorata negli anni fino ad avere da 10 a 20 fitte al giorno, sempre verso la stessa ora, ognuna delle quali durava circa un minuto, terribile! In alcuni periodi (di diversi mesi) erano proprio regolari, ogni giorno e agli stessi orari, per es. dalle 11.00 alle 13.00. Poi sparivano per un certo periodo di mesi poi tornavano, con identiche caratteristiche. Il dolore era dietro l'occhio ma si estendeva via dal cranio fino alla nuca. Oltre alla cefalea avevo le congiuntive arrossate, mi lacrimava l'occhio sul lato della cefalea e si abbassava la palpebra sempre dallo stesso lato.


Ho avuto momenti di remissione (nei quali ho anche sofferto di cefalea tensiva) fino a quando, un giorno, ho avuto una delle solite "fitte"... che però è durata circa 10 ore! Chiamai mio marito che mi portò in ospedale, dove ovviamente non avevano idea di cosa si trattasse e nessun antidolorifico ebbe effetto. Finalmente mi trasportarono in neurologia in ambulanza, dove arrivai vomitando. Il neurologo subito sentenziò "emicrania". Il dolore dopo diverse ore si è attenuato. Insomma, la cosa incredibile è che da quel giorno, non ho MAI PIU' avuto questo tipo di emicrania e, per la verità, neanche le classiche crisi di emicrania classica. Era 10 anni fa, e ne avevo sofferto per quasi 10 anni... Ho fatto una serie di indagini strumentali, tra cui la risonanza magnetica con mezzo di contrasto, tutti negativi.
Ho sempre avuto la precisa sensazione che quel giorno qualcosa si fosse "sbloccato". So che è poco scientifico, ma è come se ci fosse stato un "tappo" e quello si fosse rimosso. Un po' come quelle persone che hanno una colica tremenda per via di un sassolino ai reni, che però una volta passato non lascia tracce.....Ci può essere una spiegazione simile?


Risposta:


Il tipo di cefalea da lei descritta viene denominata "emicrania cronica parossistica". Molto caratteristico è il ripetersi di attacchi che durano da meno di un minuto fino ad un ora circa con il massimo del dolore localizzato dietro l'occhio di un lato. Inoltre è molto tipico il coinvolgimento apparente del sistema nervoso autonomo che causa sintomi come la lacrimazione e l'abbassamento della palpebra. Caratteristico per questo tipo di cefalea è l'effetto terapeutico dell'indometacina, un antinfiammatorio. L'origine delle emicranie parossistiche come quello delle emicranie tipiche non è chiaro in tutti i dettagli, si tratta comunque di uno squilibrio funzionale tra vari circuiti del sistema nervoso autonomo che scatena l'attacco con un rientro spontaneo (si ritorna allo stato di equilibrio) poco tempo dopo. Che cosa abbia causato un rientro così permanente per lei in quel giorno, difficile dirlo, sono troppo complessi i circuiti. Una ipotesi potrebbe essere che il neurologo in quel giorno forse per la prima volta ha identificato per bene il suo tipo di emicrania parossistica cronica e le ha dato indometacina (o un altro, per lei nuovo, antinfiammatorio) inducendo così la remissione. Oltre alla forma parossistica cronica si distingue una forma parossistica episodica e sembra comunque che le due forme si sovrappongano. Per cui, anche come decorso spontaneo, l'emicrania parossistica può finire da un momento all'altro.
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