Epilessia e stress

Salve, sono una donna di 34 anni e da circa 9 soffro di "emicrania". Nel tempo ho imparato a riconoscerne i sintomi, l'evoluzione e l'incidenza. Vorrei sapere in base alla descrizione, seppure non esaustiva, della crisi se è giusto parlare di emicrania.
Sono il padre di  bambino di otto anni affetto da male minore (assenze da sei a dodici secondi) con punte rolandiche, si sta curando da circa un mese con il Depakin due compresse al giorno, il dosaggio del plasma è 63, vorrei sapere se è ancora presto per avere dei risultati visto che continua ad avere circa sette-otto disturbi al giorno. Ci è stato detto che solitamente la cosa è congenita, nella nostra famiglia c'è una sua zia (sorella della mamma) che ha avuto crisi epilettiche con svenimenti all'età di quindici anni  ma sono scomparse dopo una breve cura oppure se possono essere causate da stati d'animo particolari, stress ecc., o da contusioni (circa un anno fa  giocando a casa del cugino ha sbattuto violentemente la testa contro lo spigolo della porta, non ha riportato fratture ma solo qualche punto di sutura).    
Risposta:


Particolarmente all'inizio della terapia farmacologica ci vuole un po' di pazienza prima di trovare il dosaggio giusto, eventualmente bisogna aumentare ancora un pochino, ma lo dovrebbe chiarire con il vostro neurologo. Se c'è una zia con epilessia, è probabile che sia genetica, più probabile della contusione. Stress al limite può favorire l'insorgenza di qualche crisi (in genere per tramite una mancanza di sonno che favorisce l'insorgenza delle crisi), ma non è mai la causa dell'epilessia in generale, che è dovuta ad una piccola alterazione biochimica che rende più instabili le membrane delle cellule nervose. L'epilessia con punte rolandiche spesso è molto benigna e scompare da sola.
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