Fuori pericolo dopo un TIA?

Desideravo chiedere se a seguito ad un attacco ischemico transitorio (TIA), dopo averne individuato e riconoscito i sintomi, e portato urgentemente il paziente in ospedale è possibile che il soggetto interessato sia colpito da ictus nelle successive 12 ore? Dopo che i medici a seguito della visita del paziente avevano diagnosticato che il soggetto era fuori pericolo?
a cura del Dr. Reinhard Prior - Specialista e Docente di Neurologia

Studio di Neurologia Roma
Studio di Neurologia Bari


Risposta:

Era ”fuori pericolo" nel senso di un’ischemia in atto o progressiva in quel momento. Un TIA è comunque è sempre un segno di rischio immediato con un aumentato rischio nelle prime settimane e in particolare nei primi giorni dopo un TIA.  Perciò è un periodo da tenere particolarmente sotto controllo (eliminazione fattori di rischio come fumo, ipertensione e iperlipidemia, eventuale intervento su una stenosi sintomatica delle carotidi se presente, profilassi con antiaggreganti come l'aspirina o inizio di una terapia anticoagulante se presente fibrillazione atriale). Nonostante ciò purtroppo non si riesce a evitare tutte le ischemie cerebrali che possono seguire un TIA. 
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