Sindrome del tunnel carpale?

Buon giorno, le formulo le mie domande: soffro di STC bilaterale già operata di neurolisi a sx, nel maggio 2000, a dx la sintomatologia è ancora tollerabile. Da dopo l'intervento il dolore urente notturno è scomparso, ma permangono parestesie strane, migranti che non interessano sempre la stessa parte della mano ma si innescano principalmente o di notte al 4° 5° dito o di giorno quando assumo posizioni che apparentemente non sono compressive sui nervi della mano - com'è possibile ciò?
Da dopo l'intervento mi è rimasta nella zona pericicatriziale un'algia sorda che m'impedisce di distendere totalmente la mano ed una sensibilità tattile che se solo sfiorata innesca le parestesie, perché? Resterà sempre così, ormai? Nonostante il chirurgo ortopedico esperto della mano, mi abbia assicurato che non avrei avuto esiti di riduzione dei movimenti, della sensibilità tattile specie alla prima falange del terzo dito che non è più tornata come prima, come la diminuzione della forza alla mano/polso che avverto stanco e pesante - malgrado tutto ciò, questa sintomatologia che Le ho riferito è davvero così rara o può accadere, Lei può offrirmi una spiegazione scientifica? Io non sono rimasta molto contenta per come attualmente avverto la mia mano sx, - e se la mano dx peggiora cosa faccio?
Grazie, ho terminato, sarà davvero felice di ciò, ma sono dubbi d'importanza magistrale per me!!!
Risposta:

È possibile che la compressione cronica del nervo abbia causato un piccolo, ma permanente deficit, ad es. della sensibilità cutanea. Questo spiegherebbe perché ancora continua ad avvertire leggere parestesie (sensibilità alterata) dell'ultima falange o la sensazione di pesantezza. Un'altra spiegazione potrebbe essere che oltre alla STC soffra di un disturbo più generale dei nervi periferici oppure di protrusioni/ernie dei dischi del rachide cervicale che concorrano come causa dei suoi disturbi. È solo un'eventualità, non la vorrei assolutamente inquietare e probabilmente ha fatto dal suo neurologo una buona elettromiografia che ha circoscritto il problema con sicurezza al tunnel carpale. Consideri comunque che il quinto dito non dipende dal tunnel carpale, si tratta di territorio del nervo ulnare oppure della 8a radice cervicale. Per il lato destro sarebbe eventualmente consigliabile un intervento più precoce (comunque non prima che si manifestino sintomi clinici o elettromiografici chiari). Consideri comunque che giudizi precisi richiedono la visita e la considerazione personale del suo neurologo.