Mild cognitive impairment - Vitamina E e donepezil non servono

In concomitanza con la conferenza annuale della American Academy of Neurology (AAN) a Miami vengono ora pubblicati sul New England Journal of Medicine i dati completi del più grande studio multicentrico finora effettuato per individuare farmaci di prevenzione contro la malattia di Alzheimer.
Lo studio è stato effettuato su 769 persone con "Mild Cognitive Impairment (MCI)" o "Decadimento cognitivo lieve", in cui sono presenti disturbi della memoria che comunque ancora non pregiudicano in modo significativo le funzioni nella vita quotidiana. Il Mild Cognitive Impairment è considerato uno stadio a rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer (10-15% delle persone con MCI sviluppano la malattia entro un anno, contro 1-2% di persone anziane senza disturbi della memoria; 80% delle persone con MCI avranno la malattia entro un periodo di 6 anni), e sono in corso molti studi per identificare molecole che possano ridurre questo rischio così elevato. Questo primo studio, che ha utilizzato una serie molto accurata di test cognitivi, è purtroppo deludente: la vitamina E, assunta  da molte persone per un supposto effetto neuroprotettivo, non ha dimostrato alcun effetto preventivo nonostante fosse stata somministrata al dosaggio molto elevato di 2000 IU al giorno. Non molto meglio il donepezil (Aricept, Memac) che ha dimostrato un leggero effetto, ma solo per il primo dei tre anni analizzati. Non esistono perciò in questo momento possibilità farmacologiche accertate per prevenire la malattia di Alzheimer. Da ricordare che sono cadute le speranze legate agli ormoni estrogeni, mentre sono in corso altri studi clinici per valutare una serie di molecole (statine, antinfiammatori FANS) per le quali dati epidemiologici e sperimentali hanno indicato un potenziale effetto protettivo.