Sclerosi multipla e gravidanza - nuovi dati sul beta-interferone

Due terzi dei pazienti con sclerosi multipla sono donne, di cui la maggioranza in età fertile al momento della diagnosi. Un'importante e frequente domanda è perciò se continuare la terapia con beta-interferone durante la gravidanza e come comportarsi in caso di gravidanza imprevista durante la terapia.
Due studi su Neurology di oggi cercano di ampliare gli scarsi dati disponibili. Il primo studio analizza 41 gravidanze in cui il beta-interferone (Rebif oppure Avonex) è stato somministrato durante la fase iniziale della gravidanza (o fino a poco prima), 22 gravidanze in cui le pazienti hanno sospeso più di 2 settimane prima della data di concepimento e 6 casi in cui le pazienti hanno ricevuto un placebo (tutti i dati sono stati estratti da altri studi randomizzati effettuati per dimostrare l'efficacia clinica del beta-interferone). Nelle gravidanze iniziate sotto interferone non si sono osservate malformazioni; si è comunque registrato un aumento degli aborti spontanei (di non chiara significatività statistica, dato il numero limitato di casi). Il secondo studio descrive 23 gravidanze in cui i feti sono stati esposti ad interferone (Avonex, Rebif, Betaseron), nella maggioranza poi sospeso entro il primo trimestre. Rispetto alle gravidanze di donne non trattate e di persone sane, nelle gravidanze con esposizione al beta-interferone si osserva un netto aumento degli aborti spontanei e una riduzione del peso alla nascita; inoltre sono descritte due malformazioni genetiche. Anche con i nuovi studi, i numeri dei casi descritti sono ancora troppo bassi per conclusioni definitive sul rischio malformativo (i due casi del secondo studio potrebbero essere una coincidenza e il primo studio non ha trovato malformazioni in 41 gravidanze esposte). Viene invece confermato il rischio di aborti spontanei. Le conoscenze attuali sono riassunte nelle ultime due frasi dell'editoriale che introduce i due studi: "La prudenza suggerisce che la terapia con beta-interferone (e con ogni altro immunomodulatore) sia sospesa prima del concepimento, quando è possibile. Non ci sono comunque ipotesi o ragioni a favore dell'interruzione di una gravidanza concepita sotto la terapia con beta-interferone".