Farmaci antidepressivi: sicuri se usati bene

antidepressivi
I farmaci antidepressivi sono prescritti frequentemente per la terapia di depressione e disturbo bipolare, ansia, crisi di panico, disturbi del sonno, emicrania, fibromialgia e altri tipi di dolore cronico. Sono farmaci potenti con spesso netto o completo beneficio per i disturbi per cui sono prescritti.Tutti gli antidepressivi possono però alterare (aumentare o abbassare)
a cura del Dr. Reinhard Prior - Specialista e Docente di Neurologia

Studio di Neurologia Roma
Studio di Neurologia Bari

parametri fisiologici, come il peso, la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, e parametri metabolici, come il livello di colesterolo, glicemia e funzione epatica. È stato ora pubblicata su Lancet una grande e autorevole internazionale meta-analisi di dati già pubblicati in passato in singoli studi che riassume e confronta i dati ottenuti da un totale di quasi 170 studi clinici e report per un totale di quasi 60.000 pazienti. Questa analisi rappresenta un importante contributo per indirizzare la scelta di un antidepressivo, considerando anche le frequenti comorbidità in un gruppo di pazienti che, in particolare con i disturbi psichiatrici, spesso ha anche sovrappeso, ipertensione o patologie cardiache.


Riassumo qui i dati più importanti per gli antidepressivi prescritti più frequentemente in Italia che sono Sertralina (Zoloft®), Citalopram (Elopram®, Seropram®), Escitalopram (Cipralex®, Entact®), Fluoxetina (Prozac®), Paroxetina (Daparox®, Sereupin®), Fluvoxamina (Fevarin®, Maveral®), Duloxetina (Cymbalta®, Ezequa®), Venlafaxina (Efexor®, Zarelis®), Bupropione (Wellbutrin®), Maprotilina (Ludiomil®), Mianserin (Lantanon®), Mirtazapina (Remeron®), Vortioxetina (Brintellix®), Trazodone (Trittico®), Amitriptilina (Laroxyl®, Triptizol®), Nortriptilina (Noritren®, Norcapto®), Clomipramina (Anafranil®), Agomelatina (Valdoxan®) – tra parentesi i più comuni nomi commerciali, senza parentesi i principi attivi.


Aumento di peso: Maprotilina > Amitriptilina > Mianserina > Fluvoxamina > Mirtazapina

Riduzione di peso: Agomelatina > Bupropione > Fluoxetina > Sertralina > Venlafaxina

Quasi neutri sul peso: Citalopram, Escitalopram e Paroxetina
 

Aumento di pressione:
Amitriptilina > Fluoxetina > Venlafaxina > Clomipramina > Duloxetina

Riduzione di pressione: Nortriptilina > Trazodone > Citalopram > Escitalopram
 
Aumento pulsazioni: Nortriptilina > Clomipramina > Amitriptilina

Riduzione pulsazioni: Fluvoxamina > Sertralina

Aumento enzimi epatici: Duloxetina > Paroxetina > Venlafaxina

Sono stati esaminati altri parametri come
glicemia e colesterolo che non hanno dimostrato variazioni per alcuno dei farmaci citati. Viene anche sottolineato che gli aumenti degli enzimi epatici e in parte anche della creatinina non erano clinicamente significativi nella loro entità moderata. Per il cuore è stato esaminato il valore elettrocardiografico di QTc: è un valore critico soprattutto nell’uso di antipsicotici perché un aumento indica rischio di aritmie. Perciò per gli antidepressivi questo rischio non sembra esserci.

Va anche detto che le variazioni del peso erano contenute con variazioni fino a un massimo del 2% nel caso dell’amitriptilina. Bisogna anche considerare che conta sempre il dosaggio di un farmaco: nella prevenzione dell’emicrania ad esempio si usano dosaggi molto bassi di amitriptilina che non raggiungono un’efficacia antidepressiva e che perciò probabilmente hanno effetto molto minore sul peso. Infine, conta sempre l’età di una persona e lo stato generale di salute o la presenza di comorbidità che qui non sono state esaminate in dettaglio, come non è stato esaminato l’uso di farmaci multipli o di antidepressivi associati ad altri tipi di farmaci come ansiolitici o antipsicotici.


Volendo riassumere questa analisi, si può affermare che la prescrizione di un antidepressivo moderno come ad es. escitalopram, sertralina o paroxetina, possibilmente in monoterapia e considerando l'individuale situazione di un paziente, rappresenta uno strumento molto efficace in situazioni anche serie come una sindrome depressiva acuta e non comporta significativi rischi cardiovascolari o metabolici. Il che conferma pienamente anche la mia personale esperienza.

Studio originale pubblicato su Lancet