Ischemia cerebrale: nuova terapia

Sta guadagnando molto credito l’ultima modalità di terapia dell’ischemia cerebrale (ictus, stroke): la trombectomia endovascolare tramite catetere introdotto al femore o braccio che poi viene avanzato fino alle arterie cerebrali dove rimuove direttamente il coagulo ostruttivo.

E’ una terapia in giro da anni e nelle mani finora di solo alcuni neuroradiologi esperti (in quanto sono loro a spingere tradizionalmente cateteri verso il cervello facendo le angiografie cerebrali), ma ha finora avuto poco successo.
a cura del Dr. Reinhard Prior - Specialista e Docente di Neurologia

Studio di Neurologia Roma
Studio di Neurologia Bari

Con tecnologia migliorata (schermi protettivi per evitare distacchi di coagulo e altre ischemie) e 4 studi ora ben fatti e di recente pubblicazione (
McClean, ESCAPE, EXTEND-IA, SWIFT-PRIME) diventa una terapia ora affermata che entrerà nelle linee guida (come ad es. quelle già elaborate dal Karolinska in Svezia). Potrà essere utile per circa 5-10 % dei pazienti totali con ictus se applicata entro 6 ore dall’evento (eventualmente anche più tardi, ma non troppo). Sono i pazienti con grossi trombi in un’arteria cerebrale che non si sciolgono con l’altra terapia affermata da anni, la trombolisi tramite rTPA endovenoso che deve essere effettuata comunque entro 4-5 ore dall’inizio dell’ischemia. Oppure può essere utile per pazienti in cui la trombolisi è controindicata. Secondo un’analisi condotta su tutti i 1081 pazienti inclusi negli studi sopra citati, la trombectomia quasi raddoppia la frazione dei pazienti che avranno poca disabilità dopo l’ischemia dal 26% facendo la trombolisi con rTPA al 47% facendo la trombectomia. Per farla, bisogna essere un grande ospedale con un servizio di neuroradiologia interventistica disponibile 24/7. Sono pochissimi finora in Italia e in Europa, ma andranno organizzati. E soprattutto bisogna arrivare prima possibile in ospedale in quanto “Time is Brain” e perché prima di poter iniziare la terapia si perde altro tempo in pronto soccorso poiché va fatta almeno una TAC, possibilmente un’angio-TAC oppure un’angio-RM. Ogni ritardo rischia di bruciare tessuto cerebrale o perché dopo poche ore diventa impossibile effettuare trombolisi o trombectomia in quanto c’è un rischio maggiore di emorragia cerebrale oppure semplicemente perché il cervello è danneggiato in modo irreversibile con le conseguenze che sappiamo (disabilità permanente, disturbi permanenti del linguaggio o della vista, edema cerebrale, morte cerebrale).

Come spesso in medicina e in particolare in neurologia, meglio di tutto ciò è ovviamente la
prevenzione: non fumare, movimento, trattare bene ipertensione e diabete, se il colesterolo è alto assumere una statina, non essere obesi. Se si è già avuta un’ischemia in precedenza, o se si è a particolare rischio, fare una terapia di profilassi seguendo le linee guida (aspirina a basso dosaggio, clopidogrel, ticlopidina, oppure, con la giusta indicazione, coumadin o uno degli anticoagulanti orali nuovi tra dagibatran, apixaban o rivaroxaban).