Malattia di Parkinson: andiamo a ballare!

braintango
La malattia di Parkinson è un disturbo neurodegenerativo progressivo caratterizzato dalla perdita di neuroni dopaminergici nella cosiddetta substantia nigra del cervello. Questa perdita conduce a un deficit di dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per la regolazione dei movimenti. Clinicamente, la malattia si manifesta attraverso tre sintomi motori principali: lentezza dei movimenti, tremore a riposo e rigidità muscolare. Altri sintomi che ne conseguono sono instabilità posturale, alterazioni del camminare e della parola, inoltre una varietà di sintomi non motori come disturbi del sonno, depressione, ansia e in alcuni casi declino cognitivo.
a cura del Dr. Reinhard Prior - Specialista e Docente di Neurologia

Studio di Neurologia Roma
Studio di Neurologia Bari

Il trattamento della malattia di Parkinson si concentra tradizionalmente sull'uso di farmaci (ad es. agonisti della levodopa come il pramipexolo (ad es. Mirapexin) o la levodopa stessa che è un precursore della dopamina (ad es. Sinemet, Madopar o Sirio) per alleviare i sintomi motori sostituendo o aumentando i valori della dopamina in deficit. La terapia farmacologica comunque non rallenta il decorso della malattia, riduce semplicemente i sintomi. Vi è perciò un crescente interesse verso approcci alternativi sia farmacologici (ad es. anticorpi contro la alpha-synucleina, una proteina che si deposita nei neuroni in degenerazione) sia verso approcci non farmacologici che possono avere l’effetto di rallentare o stabilizzare la progressione della malattia. Tra questi approcci l'esercizio fisico (ad es. camminate anche veloci e prolungate oppure anche la danza) emergono come strumenti molto promettenti. L'esercizio fisico regolare ha effetti benefici sulla mobilità, la flessibilità, la forza muscolare e l'equilibrio nei pazienti con Parkinson. Numerosi studi hanno evidenziato che programmi di esercizio mirati possono ritardare il declino motorio e migliorare la qualità della vita. In particolare, esercizi che allenano l'equilibrio e la coordinazione, come il Tai Chi e il Pilates, sono stati associati a una riduzione del rischio di cadute, un problema comune e tra i più pericolosi per chi soffre della malattia. Il ballo, in particolare, offre un approccio unico all'esercizio fisico, combinando movimento, allenamento dell’equilibrio oltre al piacere della musica e dell’ interazione sociale. Vari studi evidenziano che il ballo può migliorare significativamente i sintomi motori in pazienti con Parkinson, inclusi equilibrio, flessibilità, e coordinazione. Allo stesso tempo, offre benefici psicologici, riducendo sintomi non motori come depressione e ansia, e migliora il benessere emotivo generale. I meccanismi attraverso i quali l'esercizio fisico e il ballo esercitano i loro effetti benefici non sono completamente compresi, ma si pensa che facilitino la plasticità neuronale mantenendo così la stabilità e la buona funzionalità delle connessioni neuronali.
Qui si trova un riassunto degli studi che hanno dimostrato in particolare il beneficio della danza nel Parkinson.

Lo scarso movimento non giova mai al fisico e promuove obesità, ipertensione, disfunzione cardiaca ma anche un peggioramento delle funzioni motorie e cognitive (la cognizione in fondo è un atto motorio anticipato). Dobbiamo perciò muoverci per stare in forma. Anche ballando :-)